La cura della biodiversità richiede un lavoro di memoria collettiva.
Riscoprire e valorizzare le relazioni storiche tra territorio e comunità è fondamentale per progettare il futuro.
I Navigli di Milano possono rappresentare in questo senso un esempio significativo.
Riaprendo i Navigli e i tratti idonei del reticolo idrico minore, Milano rivendicherebbe il suo status di città d’acqua e porrebbe le basi per diventare una città maggiormente resiliente ai cambiamenti climatici, in particolare per quanto riguarda il contenimento degli effetti più negativi delle ondate di calore e un più efficace effetto di laminazione degli eventi meteorici intensi, grazie anche alla de-pavimentazione di tratti attualmente impermeabili.
La città potrebbe così dotarsi di nuovi parchi e aree naturali, valorizzati proprio dalla presenza dell’acqua; nascerebbero inoltre nuovi punti di aggregazione “diffusi”, non più concentrati come accade oggi lungo i Navigli esistenti.
Nuovi boschi, siepi, frutteti e orti comunitari lungo i canali contribuirebbero ad accrescere la bellezza urbana, la socialità, l’attrattività e le opportunità di vita all’aria aperta, favorendo al tempo stesso un aumento della biodiversità.
Introduzione a cura di Annalisa Molgora (antropologa), presentazione a cura di Riccardo Mancioli (Associazione Riaprire i Navigli e WWF Lombardia).

